La storia

“best workwear money can buy”

La storia

New York, 1906. Gli immigrati sbarcavano a migliaia a Ellis Island per inventarsi, con la forza delle braccia, una nuova vita nel nuovo mondo, qualcuno pensò di inventare per loro abiti da lavoro resistenti e confortevoli. Era il capostipite della famiglia Boshnack.

Nacque così Smith’s American: “best workwear money can buy”. Strano destino.
Più di un secolo dopo è un percorso di immigrazione inverso a ridare lustro a un marchio ricco di storia e di storie: un bizzarro andirivieni votato comunque al successo. E’ l’italian style con il suo apporto di innovazione, e maestria artigianale, a fare di Smith’s American un must inedito dall’altra parte
dell’oceano.

Bridge, licenziataria del marchio, ne raccoglie e esalta l’eredità con nuove collezioni casual chic. Abbigliamento, calzature e accessori: raramente una contaminazione – american style e made in Italy- ha sortito simili risultati.
Un incontro di geni diversi che ha generato idee geniali. Un’evidenza che salta all’occhio, si apprezza al tatto, si indossa da capo a piedi.

1906Il 15 febbraio 1906 a New York nel famoso quartiere di Brooklyn nasce la Brooklyn Overall Company Inc. che dà vita al marchio Smith’s, sin da subito sinonimo di abbigliamento da lavoro per la classe operaia.
1928Dove c’è lavoro, ci sono i vestiti Smith’s. Nelle maggiori metropoli degli Stati Uniti il marchio Smith’s conquista i lavoratori americani e si può vedere ovunque, anche grazie al primo articolo prodotto, chiamato “la carica dei 5 pantaloni”, che ne decreta lo sviluppo futuro e il successo.
1942Apre il primo negozio Smith’s e il primo ufficio nel distretto di Brooklyn a New York.

1952Smith’s è invitato a partecipare, per la prima volta, alla Fiera Tessile dell’Abbigliamento del New Jersey. Dopo la seconda guerra mondiale in concomitanza con il rapido sviluppo economico Smith’s cresce con un ritmo senza precedenti. Da San Francisco a Hong Kong, da Parigi ad Atene, tutte le metropoli subiscono il fascino e l’influenza del marchio Smith’s.
1982La produzione Smith’s è ormai diffusa ovunque nel mondo e arriva finalmente nel mercato italiano.
1988Smith’s approda in Giappone.
2010Smith’s arriva in Cina. Salopette, giubbotti e pantaloni da lavoro creati per resistere all’usura quotidiana, si rinnovano, seducono studenti e colletti bianchi, oltrepassano l’oceano convincendo anche i più sofisticati consumatori europei. Bloomingdale e Sak’s Fifth Avenue si contendono i capi Smith’s.
2011Nuova licenza a Bridge Srl per Europa e Russia. Il mondo cambia, evolve, il marchio si concede un restyling e il lusso di nuove creazioni, ma la filosofia resta la stessa. Il DNA dell’azienda, anche dopo tre generazioni, non può cambiare. Il valore di quello che facciamo non è mai cambiato; anche per questo i nostri outfit sono diventati delle icone!
2014Nuova Capsule Collection donna Smith’s by Michela Goldschmied. “A star is born”.
Nasce sotto una buona stella: quella che compare discreta anche nel nuovo logo di Michela, che forse richiama le stelle e le strisce o un futuro prossimo che saprà conquistare le star. Capi “senza tempo e senza età” dal confort assoluto.

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